Il Museo dell’Olivo e dell’Olio ha sede in un piccolo nucleo di abitazioni medioevali che furono già sede di un frantoio attivo fino a pochi decenni fa entro le mura di Torgiano. Il percorso museale, articolato in dieci sale, si apre con informazioni sulle caratteristiche botaniche dell’olivo, sulle cultivar più diffuse in Umbria, sulle diverse tecniche colturali e di estrazione dell’olio, dalle tradizionali a quelle d’avanguardia. La presenza dell’olio e dell’olivo nel quotidiano, gli usi e le valenze ad essi attribuiti nel corso dei secoli sono documentati in sezioni che sviluppano i temi relativi alla mitologica origine della pianta, all’impiego dell’olio come fonte di illuminazione, nei rituali delle grandi religioni monoteiste occidentali, nella medicina e nella alimentazione, nello sport, nella cosmesi, come fonte di riscaldamento.
Da segnalare una raccolta di lucerne, dall’età preromana al XIX secolo, che documenta l’uso dell’olio nell’illuminazione attraverso i secoli (lucerna trilicne di arte dedalica del VII sec. a C, lucerna ligure da parata in argento e vetro soffiato del XVIII sec.); un Alabastron attico firmato dal Pittore della Fonderia (V sec. a C) e un frantoio a forza idraulica (Umbria, XVII – XVIII sec.)









